Lingotto d’oro PAMP SUISSE cona una freccia gialla all’insù a rappresentare l’aumento dei prezzi dell’oro.

Previsioni quotazione oro 2023: il prezzo dei metalli preziosi aumenterà?

10 minuti di lettura
17 gen 2023

Prospettive di prezzo e investimento per l’oro, l’argento, il platino e il palladio per il 2023 secondo Nicky Shiels, responsabile della strategia metalli di MKS PAMP GROUP.

Nel 2022, come sempre succede, tutti i metalli preziosi hanno avuto degli alti e bassi. Sebbene l’oro non abbia avuto prestazioni particolarmente brillanti a inizio anno, è riuscito a mantenere il suo ruolo di bene rifugio contro l’inflazione e l’incertezza economica.

E il 2023 sembra essere iniziato con il piede giusto: tutti i metalli, tranne il palladio, sono in positivo.

  • Ma questa tendenza al rialzo continuerà?
  • I prezzi di oro, argento, platino e palladio saliranno quest’anno?
  • Adesso è il momento giusto per comprare oro?

I metalli preziosi possono essere influenzati da molti fattori contemporaneamente, quindi è difficile dirlo con certezza. Tuttavia, gli esperti di mercato riescono a prevedere in che modo può cambiare la quotazione dei metalli preziosi in base a determinati fattori di mercato.

In questo SPOTLIGHT ti invitiamo a osservare le ultime previsioni di prezzo per i metalli preziosi realizzate da Nicky Shiels, responsabile della strategia metalli di MKS PAMP GROUP.

Potrai scoprire:

  • I fattori determinanti per i metalli preziosi
  • Le prospettive di prezzo per l’oro nel 2023
  • Le prospettive di prezzo per l’argento nel 2023
  • Le prospettive di prezzo per il platino nel 2023
  • Le prospettive di prezzo per il palladio nel 2023

Fattori determinanti per i metalli preziosi nel 2023

Come qualsiasi altro asset, anche i metalli preziosi sono influenzati da determinati fattori trainanti. Nel 2023 Nicky Shiels ha evidenziato sette fattori determinanti:

  • Le politiche della Fed e l’economia USA
  • Le condizioni dell'economia mondiale (possibilità di una recessione globale, tassi d’interesse in aumento)
  • L’inflazione persistente
  • I movimenti del dollaro americano
  • La situazione in Cina
  • La situazione geopolitica
  • Le condizioni di mercato per gli asset di rischio (azioni, obbligazioni)

Analizziamoli nel dettaglio.

Fattore #1: Le politiche della Fed e l’economia USA

Conferenza stampa e stemma della Federal Reserve e la bandiera USA sullo sfondo
  • “La fine dei rialzi dei tassi da parte della Fed si avvicina, e così il picco dei tassi reali USA e del dollaro americano dovrebbe essere ormai superato o quasi”.
  • “La Fed ha già rialzato velocemente... e indirettamente ha fatto crollare vari mercati (JPY, GBP e CNY, global tech, crypto, obbligazioni britanniche, ecc.).”
  • “Riteniamo che [la Fed] sia razionale nel porre fine ai rialzi entro la metà del 2023 prima di provocare crolli ancora più importanti (l’economia o i mercati finanziari). Inizierà ad allentare nel Q4 [il quarto trimestre, che inizia il 1° ottobre e finisce il 31 dicembre] o forse anche prima”.

Nel 2022 la Federal Reserve ha innalzato i tassi d’interesse sette volte, ma nel 2023 dovrebbe smettere di farlo.

L’obiettivo dei rialzi dei tassi consiste nel cercare di mettere sotto controllo l’inflazione rallentando la crescita economica, ma questo può portare a condizioni di mercato difficili.

Uno degli inconvenienti dell’aumento dei tassi è la tendenza a danneggiare alcuni tipi d’investimento, come le azioni e, a quanto pare, le criptovalute. Anche per l’oro l’aumento dei tassi d’interesse può essere visto come un fattore negativo.

Fattore #2: Le condizioni dell'economia mondiale

Un mappamondo con pile di monete d’oro e indicatori economici sullo sfondo.
  • “Il 2023 porta con sé un quadro di recessioni o economie molto stagnanti in tutti i paesi del G10, mettendo le banche centrali in una posizione difficile mentre continuano a mantenere politiche restrittive per tenere sotto controllo l’inflazione”.
  • “Con l’inflazione già stabilmente oltre i tassi di crescita, si può dire che le recessioni siano già arrivate”.

    Anche se gli economisti non sono d’accordo su quando inizierà e quanto durerà la recessione, molti prevedono che ci sia il 70% di possibilità di una flessione economica quest’anno.

    Generalmente, la quotazione dell’oro tende a salire nei periodi di recessione (anche se non è detto, ovviamente).

Fattore #3: L’inflazione persistente

Un uomo con in mano una banconota in dollari in via di erosione.
  • Il rischio d’inflazione rimane, e anche se i livelli dovrebbero scendere rispetto agli attuali record decennali a causa di un allentamento dei vincoli dell’offerta e delle dinamiche recessionistiche, continuerà a rimanere al di sopra degli obiettivi per gran parte [dei paesi] del G10”.

In breve, l’inflazione rimarrà uno dei fattori principali a determinare i prezzi dell’oro nel 2023. Anche se i livelli d’inflazione negli Stati Uniti e in Europa si stanno raffreddando, continuano a essere più alti di quanto vorrebbero le banche centrali. E chi dice inflazione, dice prezzo dell’oro tendenzialmente in aumento.

💡In che modo influisce l’inflazione sul prezzo dell’oro? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Fattore #4: I movimenti del dollaro americano

Banconote in dollari verdi con una freccia rossa fluttuante.
  • “Dopo un estremo rafforzamento osservato nel 2022, nel 2023 è improbabile che si ripeta un blow-off top del dollaro USA. Il dollaro ha raggiunto il picco ma la sua debolezza si farà sentire di più quando la Fed sospenderà [i rialzi dei tassi d’interesse].”

Il dollaro americano si è rafforzato drasticamente nel corso del 2022, principalmente perché la Fed ha continuato ad aumentare attivamente i tassi d’interesse.

Ora che la banca centrale statunitense potrebbe cominciare a rallentare gli aumenti dei tassi, l’oro potrebbe non trovarsi più così sotto pressione da parte del dollaro.

💡Leggi il nostro SPOTLIGHT per saperne di più sul rapporto tra la quotazione oro e il dollaro USA.

Fattore #5: La situazione in Cina

La bandiera della Cina con banconote di renminbi, valuta nazionale cinese, sullo sfondo.
  • “La Cina dovrebbe essere relativamente più aperta nel 2023 rispetto al 2022, ma questo è già stato ampiamente stimato dai mercati”.
  • “Ora che Xi Jinping ha ottenuto il terzo mandato, bisogna aspettarsi una Cina più chiusa, più nazionalista, l’opposto di una Cina come forza deflazionistica* costante (com’è stato negli ultimi decenni) mentre le società globali escono da un territorio non investibile”.

*Deflazione: il contrario di inflazione. La deflazione avviene quando i prezzi al consumo scendono nel tempo, e il potere d’acquisto aumenta.

Sembra che la Cina stia rinunciando ad alcuni aspetti chiave della sua politica “zero Covid”, in parte responsabile del rallentamento dell’economia cinese e delle drastiche restrizioni nella mobilità che non hanno fatto altro che peggiorare i problemi della catena di approvvigionamento mondiale.

Poiché la Cina esporta fino a un terzo dei beni di produzione a livello mondiale, una perturbazione di lunga durata sarebbe un vero shock per l’economia globale.

Fattore #6: La situazione geopolitica

La cartina del mondo con sopra alcuni soldatini.
  • “La deglobalizzazione continua a un ritmo più sostenuto rispetto a quanto vorrebbe il mercato a causa di una linea politica unilaterale (a guida occidentale), ribaltando i mercati delle materie prime e, in definitiva, tagliando fuori i due principali attori del settore (Russia e Cina)”.

La guerra russo-ucraina ha un enorme impatto sulla supply chain globale, e sta causando rincari drammatici e penurie alimentari catastrofiche a livello mondiale.

Secondo gli analisti, questo potrebbe portare a un cosiddetto “rimodellamento” della globalizzazione, che potrebbe alterare l’attuale sistema commerciale mondiale e la struttura della catena di approvvigionamento.

Che cosa può significare per l’oro? Le perturbazioni nella catena di approvvigionamento e il potenziale caos causato dalla deglobalizzazione potrebbero avvantaggiare il metallo giallo.

💡Per saperne di più leggi il nostro SPOTLIGHT: Tensioni geopolitiche: quale impatto sull’oro?

Fattore #7: Le condizioni di mercato per gli asset di rischio

Un uomo che guarda dentro una valigia contenente una freccia rossa, un diagramma a torta, monete Bitcoin d’oro e dollari.
  • È improbabile che il 2023 veda il ripetersi di una massiccia distruzione della ricchezza come quella del 2022, quando sono andati in fumo oltre 30 mila miliardi di dollari in azioni e obbligazioni, mettendo in evidenza il fallimento dei portafogli tradizionali 60/40”.

Il 2022 ha dimostrato di essere un anno difficile per gli investitori a livello mondiale. Il mercato azionario e quello delle crypto, in particolare, sono stati danneggiati dal rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali per contrastare l’inflazione.

Anche se questa situazione drammatica non sembra destinata a ripetersi quest’anno, l’efficacia dei portafogli tradizionali 60/40 rimane una questione aperta.

💡Che cos’è un portafoglio 60/40?

Un portafoglio 60/40 è composto al 60% da azioni e al 40% da obbligazioni.

La ripartizione 60/40 dovrebbe minimizzare i rischi e generare rendimenti, anche in caso di volatilità dei mercati. Ma di recente si è cominciato a interrogarsi sulla validità di questo tipo di portafoglio, soprattutto in virtù delle nuove politiche monetarie, dei rischi più elevati posti dai fondi obbligazionari, ecc.

⭐È giunta l’ora di diversificare il tuo portafoglio d’investimenti aggiungendo un po’ di oro?

In conclusione, abbiamo osservato sette fattori determinanti per i metalli preziosi nel 2023:

  • Le politiche della Fed e l’economia USA
  • Le condizioni dell'economia mondiale
  • L’inflazione persistente
  • I movimenti del dollaro americano
  • La situazione in Cina
  • La situazione geopolitica
  • Le condizioni di mercato per gli asset di rischio

Sebbene questi fattori non rivestano tutti la stessa importanza per l’oro e i metalli preziosi, essi rappresentano un indicatore per l’economia globale, e dovrebbero quindi essere monitorati da vicino dagli investitori in oro e argento.

Previsioni di prezzo dei metalli preziosi per il 2023

Il 2022 è stato indubbiamente un anno di alti e bassi per l’oro.

A inizio marzo, la quotazione oro ha superato i 2.000 $ raggiungendo il più alto livello dal 2020, a causa delle tensioni crescenti in Ucraina. Per gran parte dell’anno, però, l’oro ha subito le pressioni del dollaro USA forte e della Federal Reserve, che ha continuato a mantenere una politica aggressiva di rialzo dei tassi.

Questa tendenza continuerà anche nel 2023? Osserva i possibili scenari per le quotazioni oro e metalli preziosi:

Prospettive di prezzo per l’oro nel 2023

Medio: 1.880 $/oncia

Basso: 1.600 $/oncia

Alto: 2.100 $/oncia

Probabilità: 50%

Scenario rialzista: ~ 2.300 $/oncia Secondo Nicky Shiels, la probabilità di questo scenario è del 30%.

Scenario ribassista: ~ 1.400 $/oncia La probabilità di questo scenario è del 20%.

Gli “ingredienti” di Nicky per uno scenario rialzista:

  • Volatilità persistente del mercato finanziario e crescita globale più bassa.
  • Fallimento del portafoglio tradizionale 60/40, con un conseguente rinnovamento degli afflussi d’investimento strategici.
  • Errore nella politica della banca centrale/Fed (incapacità di controllare l’inflazione), con un conseguente indebolimento del dollaro USA.
  • Domanda di oro fisico più alta del previsto da parte dell’Asia o delle banche centrali.
  • Nuovi rischi geopolitici (es. USA vs. Cina, Cina vs. Taiwan, ecc.) e macroeconomici (problemi di debito sovrano).

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Prospettive di prezzo per l’argento nel 2023

Medio: 22,50 $/oncia

Basso: 18 $/oncia

Alto: 28 $/oncia

Probabilità: 50%

Scenario rialzista: ~30 $/oncia (probabilità: 35%).

Scenario ribassista: ~12 $/oncia (probabilità 15%).

Gli “ingredienti” di Nicky per uno scenario rialzista:

  • L’argento getta ombra sull’oro: questo dipenderà largamente dalla situazione geopolitica, dalla Fed e da altri potenziali catalizzatori sottostanti (es. problemi di debito sovrano, ecc.). L’oro e l’argento tendono a essere correlati ma a volta l’argento può salire più velocemente dell’oro, spinto da determinate condizioni di mercato.
  • Maggiore richiesta di argento da parte dell’industria automobilistica ed elettronica, e uso crescente nel settore delle energie rinnovabili.
  • Marcia indietro sui lockdown ricorrenti in Cina, con un conseguente aumento della domanda di tutte le materie prime (l’argento è cruciale in alcuni settori industriali come l’elettronica, la medicina, ecc.).
  • Penuria prolungata negli approvvigionamenti.

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Prospettive di prezzo per il platino nel 2023

Medio: 1.100 $/oncia

Basso: 850 $/oncia

Alto: 1.350 $/oncia

Probabilità: 50%

Scenario rialzista: 1.350 $+/oncia (probabilità: 30%).

Scenario ribassista: 800 $/oncia (probabilità: 20%).

Gli “ingredienti” di Nicky per uno scenario rialzista:

  • Perturbazioni non pianificate nella catena di approvvigionamento.
  • Crescita della Cina, con un conseguente boom della domanda di platino.
  • Aumento della domanda di idrogeno, con un conseguente innalzamento dell’offerta di platino.

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Prospettive di prezzo per il palladio nel 2023

Medio: 1.800 $/oncia

Basso: ~ 1.500 $/oncia

Alto: ~ 2.500 $/oncia

Probabilità: 50%

Scenario rialzista: 2.500 $+/oncia (probabilità: 25%).

Scenario ribassista: 1.500 $-/oncia (probabilità: 25%).

Gli “ingredienti” di Nicky per uno scenario rialzista:

  • Perturbazioni non pianificate nella catena di approvvigionamento.
  • Crescita della Cina, con un conseguente boom della domanda di palladio.
  • Inasprimento delle normative sulle emissioni, con un conseguente aumento dell’offerta di palladio (il palladio viene utilizzato nel controllo delle emissioni dei motori a benzina).
  • Rinnovato impegno/crescente interesse degli investitori.

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Qual è la morale della favola?

Secondo le previsioni, il 2023 potrebbe essere una buona annata per tutti e quattro i metalli preziosi.

È probabile che l’oro sia avvantaggiato dai crescenti rischi di recessione, dall’indebolimento del dollaro e dall’inflazione persistente, mentre l’argento potrebbe essere sostenuto, come sempre, da una domanda crescente dei settori elettronico e automobilistico.

Il platino e il palladio, metalli rari utilizzati dalle case automobilistiche per ridurre le emissioni nocive, dovrebbero trarre vantaggio, tra gli altri fattori, dall’aumento della domanda di automobili e dall’inasprimento delle normative sulle emissioni.

In ogni caso, dopo un paio d’anni difficili, sarà interessante vedere come si profila il 2023.